Tondo bassorilievo TETRADRAMMA ATENIESE 510 A.C. ATENA CIVETTA in terracotta

Tondo bassorilievo TETRADRAMMA ATENIESE 510 A.C. ATENA CIVETTA in terracotta

12158

Nuovo

Nostra produzione.
Questo tondo fa parte di una serie di tondi ispirati alle meravigliose monete greche antiche.
Liberamente riprodotto da una moneta Ateniese del 510 a.C. denominata "Tetradramma".

Più dettagli

1 Disponibile

140,00 €



Scheda dati


Diametro 29 cm
Spessore 6 cm
Peso 10 Kg
Manifattura Recuperando srl
Materiale Terracotta

Ulteriori informazioni

Il tetradramma (o più raramente tetradrammo) è una moneta in uso nella Grecia arcaica, coniata inizialmente ad Atene intorno al 510 a.C., del valore di quattro dracme.
Si diffuse in poco tempo in tutto il mondo greco.
Un tetradramma in argento, di Aitna, attribuito al Maestro del Sileno (o Maestro di Aitna), di cui si conosce un unico esemplare, si trova a Brussels (Bibliòtheque Royale de Belgique).
Riporta al dritto la testa di Sileno, che allude a Dioniso, con le orecchie appuntite e un minuscolo scarabeo. Nel bordo è l'etnico ΑΙΤΝΑΙΟΝ (moneta etnea), contornato da un cerchio puntato.
Al rovescio è rappresentato Zeus Aitnaios, protettore del vulcano Etna, volto verso destra (seated), seduto su un trono riccamente decorato e coperto da una pelle di leone. Il Dio è vestito con un ιματιον (imation), che passa sopra la spalla sinistra. Nella mano destra che è in alto sopra la testa tiene un tralcio di vite, mentre la mano sinistra, con il braccio esteso avanti, tiene un fulmine alato, simile a quello delle monete di Catana. Avanti un'aquila, con le ali chiuse è appollaiata su un albero di pino. Pesa 17,23 g ed ha un diametro di 26 mm. Il culto di Zeus Aitnaios è riportato nelle odi di Pindaro. La moneta risale al periodo di Aitna-Katane (576-461 a.C.) o a quello Aitna-Inessa (successivo al 461 a.C.).
G. E. Rizzo sostiene che allo stesso maestro sono da attribuire un tetradramma di Katane e uno di Naxos.
Nella città di Atene, il tetradramma fu coniato per la prima volta nel 510 a.C.. Le monete coniate nella città dell'Attica nell'Età Arcaica e nell'Età Classica rappresentavano la dea Atena, protettrice della città e della regione circostante, e sul retro della moneta la civetta, animale sacro alla dea. Sotto il dominio romano la moneta cambiò estetica: l'effigie del volto di Atena e della civetta divenne più elaborata e precisa.  Fonte: Wikipedia.

La cosiddetta "civetta" era una moneta d'argento del peso di circa 16,5 grammi, coniata nella zecca ateniese a partire dalla fine del VI secolo a.C. Essa reca al dritto la testa della dea Atena  rivolta a destra, rivestita da un elmo crestato, che nelle serie più moderne si presenta coronato di olivo, ed ornata da orecchino a bottone. Sul rovescio, all'interno di un quadrato incuso, vi è invece raffigurato il tipo che ha dato il nome alla moneta: una civetta, animale sacro ad Atena, stante ad ali chiuse con la testa frontale ed il corpo di volta in volta girato a destra oppure a sinistra; è accompagnata dal nome della città in forma abbreviata AQE e da un ramoscello di olivo posto quest'ultimo nell'angolo superiore sinistro del campo monetale insieme ad un piccolo crescente. L'iconografia di questa moneta rimase nel tempo pressoché immutata come solitamente accade per le monete di ampia circolazione perché la stabilità del tipo e del peso siano garanzia di affidabilità e di riconoscibilità. La "civetta", considerata affidabile per la bontà del suo metallo (il titolo di argento contenuto nella dracma ateniese rimase inalterato per quasi quattro secoli), veniva accettata ovunque all'interno dei territori dell'influenza ateniese, ma anche ben oltre questi confini, diffondendosi dunque nel bacino orientale del Mediterraneo, nell'Egeo, in Asia Minore e nella Penisola Arabica.  La scoperta delle ricchissime miniere d'argento del Laurion situate nella regione dell'Attica non lontano da Atene, consentirono di poter coniare un quantitativo davvero straordinario di queste tetradramme, la cui produzione raggiunse il suo apice durante il governo di Pericle nei decenni tra il 450 ed il 430 a.C. Del resto l'aumentata produzione delle "civette" si giustifica alla luce del "decreto monetario" che, emanato da Atene all'incirca intorno alla metà del V secolo a.C. (la data è comunque discussa), vietava la coniazione autonoma di monete da parte delle città alleate dell'impero e prevedeva l'unificazione di pesi e misure istituendo di fatto un sistema monetario unitario. La moneta ateniese venne anche largamente imitata, specialmente in Egitto, tanto che nel III a.C. per sincerarsi dell'autenticità delle monete circolanti si dovette ricorrere all'istituzione della figura del pubblico saggiatore. Va detto a onor del vero, che alcune fonti riferiscono che durante la guerra del Peloponneso per sopperire alla grande crisi economica lo stesso stato emise monete false o suberate (soltanto ricoperte di argento). Fonte: Moruzzi Numismatica.


 

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