Testa in terracotta di Atena Lemnia di Fidia - copia della testa del museo di Bologna

Testa in terracotta di Atena Lemnia di Fidia - copia della testa del museo di Bologna

2873

Nuovo

Terracotta patinata di ns. produzione, calco di una copia romana dell'Atena Lemnia di Fidia.
Tratta da un gesso, pefetta riproduzione dell'originale del museo archeologico di Bologna.
Gesso di nostra proprietà.
La testa viene fornita con una basetta di tipo museale in marmo e ferro.
Nostra esclusiva produzione.

Più dettagli

230,00 €



Scheda dati


Altezza 28 cm
Larghezza 18 cm
Profondità 22 cm
Peso 12 Kg
Base di tipo museale inclusa 14 X 14 X 14 cm
Manifattura Recuperando srl
Materiale Terracotta

Ulteriori informazioni

    L'originale bronzeo di Fidia, eseguito tra il 451 e il 448 a.C. per gli Ateniesi che erano andati come cleruchi, cioè come coloni, ad abitare l'isola di Lemno, è noto soltanto da pochissime repliche in marmo di età romana, alle quali vanno aggiunte la testa rinvenuta nei pressi del Rione Terra a Pozzuoli e la Testa Palagi a Bologna, quest'ultima ritenuta dagli studiosi la più fedele all'originale.
La statua si ergeva su un piedistallo all'aperto, sull'Acropoli di Atene, ed era considerata la più bella statua di Fidia. La dea è in atteggiamento assorto e pensoso; le guance morbide e il naso armonico ne accentuano la bellezza, celebrata da numerosi scrittori antichi tra cui Luciano di Samosata, che la definiva l'«opera» per antonomasia di Fidia, e Pausania, che precisava: «la più notevole delle opere di Fidia è la statua di Atena detta Lemnia, dal nome dei suoi donatori». Caratteristica è anche la capigliatura, modellata in ciocche simmetriche che danno una sensazione di corposità e morbidezza.
 La statua presenta l'egida di traverso sul busto: questo particolare è simbolo di pace.
 Nelle pieghe del peplo si possono riscontrare notevoli giochi di chiaroscuro. Il volto girato verso destra bilancia il braccio sinistro alzato.

        ATENA
        Una delle dee più importanti della mitologia greca, presso i romani identificata con Minerva. Figlia prediletta di Zeus, Atena nacque già adulta dalla testa del dio, armata di uno scudo ornato con la spaventosa testa della gorgone Medusa, che pietrificava chiunque la guardasse, della sua lancia, dell'egida (una corazza di pelle caprina) e dell'elmo. Era chiamata anche Pallade o Parthénos ("la vergine"), e ad Atene si trovava il principale tempio a lei dedicato, il Partenone: secondo la leggenda, divenne suo come ricompensa del dono dell'ulivo che aveva fatto agli ateniesi.
Atena era prima di tutto la dea delle città greche, delle arti e dei mestieri e, nella mitologia più tarda, della saggezza. È anche la dea della guerra; tra gli dei fu la più accanita sostenitrice dei greci durante la guerra di Troia. Dopo la caduta della città, tuttavia, questi non rispettarono la sacralità di un altare dedicato alla dea, presso il quale si era rifugiata la profetessa troiana Cassandra. Per punirli, Atena chiese quindi a Poseidone, dio del mare, di scatenare una tempesta che distrusse la maggior parte delle navi greche sulla via del ritorno da Troia. La dea era anche protettrice dell'agricoltura e dei mestieri femminili, soprattutto della filatura e della tessitura. All'uomo, invece, dedicò l'invenzione dell'aratro e del flauto e le arti

    FIDIA
    Scultore greco, nato ad Atene nel 490 circa e morto probabilmente nel 430 a.C. rappresenta il più prolifico e completo scultore dell’età classica, capace di padroneggiare tutte i materiali e le tecniche da quelle a tutto tondo a quelle a bassorilievo. Numerose sono state le sue opere, e la sua attività si è contraddistinta per la realizzazione di opere molto impegnative. Tra le sue prime opere vi fu una statua crisoelefantina (realizzata in oro e avorio) di Atena per la città di Pellene, quindi un Apollo Parnopios in bronzo, un’Atena Promachos e un’Atena Lemnia. Intorno al 450 realizzò la grande statua crisoelefantina di Zeus per il tempio di Olimpia, considerata nell’ tà una delle sette meraviglie del mondo. Opere queste tutte scomparse, di cui si rimangono solo qualche copia frammentaria o riproduzioni iconografiche su monete o gemme.
Nel 447 fu chiamato da Pericle a collaborare, con gli architetti Ictino e Callicrate, alla ricostruzione del Partenone, distrutto qualche anno prima dai persiani. La realizzazione del tempio durò circa dieci anni e Fidia realizzò per il complesso monumentale una quantità enorme di sculture: oltre le 40 statue che erano collocate nei due timpani, realizzò 92 metope e 159 metri di fregio con le processioni panatenaiche. Sua fu anche la celebre statua crisoelefantina di Atena Parthenos, collocata all’interno del tempio, oggi distrutta e di cui ci rimangono solo delle copie in scala molto ridotta e qualche raffigurazione su gemma.
La sua carriera artistica conobbe una improvvisa interruzione intorno al 432 quando fu ingiustamente accusato, per motivi di invidia, del furto di parte dell’oro necessario alla realizzazione della grande statua di Atena Parthenos. Finì probabilmente la sua vita, qualche anno dopo, in carcere o in esilio 92 metope e 159 metri di fregio con le processioni panatenaiche.


 

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