La Nike dal sandalo, bassorilievo in marmo bianco di Carrara

La Nike dal sandalo, bassorilievo in marmo bianco di Carrara

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Nuovo

Copia del celebre frammento dalla balaustra scolpita del tempio di Atena Nike, denominato "La Nike dal sandalo".
Questo bassorilievo, scolpito nel 410 a.C. fa parte della balaustra del Tempio, balaustra che fu scolpita con motivi di Nike colte in varie attività.
La Nike che si riallaccia il sandalo è la più famosa.

Più dettagli

3 600,00 €



Scheda dati


Altezza 95 cm
Larghezza 55 cm
Spessore 15 cm
Peso 120 Kg
Manifattura Recuperando srl
Materiale Marmo bianco di Carrara

Ulteriori informazioni

Viene fornita così come in foto, oppure su richiesta con vari tipi di stand/supporti.

  1. quattro ganci in ferro forgiato da murare (inclusi nel prezzo)
  2. uno stand in ferro con base quadrata 50x50cm con adeguato ferro di sostegno (80€)
  3. uno stand in marmo o pietra quadrato 30x30x30 da 80 Kg con adeguato ferro di sostegno (180,00€)

Il tempio di Atena Nike o tempio della Nike Aptera è uno dei principali monumenti dell'Acropoli di Atene.
Si trova sul lato ovest dell'acropoli, presso i Propilei, a pochi metri dall'orlo delle rocce a strapiombo che caratterizzano l'Acropoli. Costruito probabilmente intorno al 425 a.C. in ordine ionico, è un tempietto anfiprostilo tetrastilo (con quattro colonne libere sulla fronte e sul retro) ornato nei fregi di preziosi bassorilievi che narrano vicende di una battaglia fra greci e persiani (probabilmente Maratona).
Questo magnifico esempio di architettura dell'epoca classica, probabile opera dell'architetto Callicrate, coautore del Partenone, è stato il primo edificio in stile completamente ionico[1] dell'Acropoli; tutti gli altri edifici presentano originali fusioni di stile ionico e dorico.
Intorno al 410 a.C. fu circondato da una balaustra scolpita con motivi di Nike colte in varie attività (celebre quella che si riallaccia un sandalo) che assolveva inoltre allo scopo di evitare che i visitatori del tempio cadessero nel precipizio; i rilievi, ora al museo dell'Acropoli, eseguiti in un momento storico gravido di cattivi presagi per Atene, costituiscono un passo indietro sul versante dell'attenzione alla resa naturalistica del corpo umano e delle vesti, e sembrano indicare che l'artista ricercava effetti diversi, di carattere pittorico, che ha spinto alcuni critici a parlare di protoellenismo. Il fatto che potessero venire osservati dalla ripida salita ai Propilei, unica via d'accesso all'acropoli, consentì la ricerca di particolari effetti prospettici. La statua di culto, come ci viene descritta da Pausania, era di legno e portava in mano una melagrana. La statua era aptera, cioè senz'ali, il che si spiegava col fatto che la dea non doveva mai più lasciare la città.




 

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