Labirinto Spirale dell'Ecova Valcamonica

Labirinto Spirale dell'Ecova Valcamonica

11567

Nuovo

Nostra riproduzione 1:1 del famoso Labirinto che si trasforma in Spirale.
Realizzato da noi a mano.
Arte rupestre della Val Camonica.

Più dettagli

680,00 €



Scheda dati


Larghezza 110 cm
Lunghezza 120 cm
Spessore dai 5 cm ai 10 cm
Manifattura Recuperando srl
Materiale Scisto

Ulteriori informazioni

Notizie e riferimenti:
Comune di Mompantero, località Madonna dell'Ecova, quota 710 m.
Ambiente: tra piccoli terrazzamenti abbandonati, boschi di roverelle, vigne e pascoli. Vicino a sentiero. Lastrone stabile affiorante, 220 x 110 cm, superficie incisa piana e levigata, inclinazione 25 gradi. Calcescisto filladico. Incisioni: spirale tripla, spirale - labirinto, spirale semplice, antropomorfo, Cristo in Croce, croce in campo quadrato, 2 croci, 2 lettere (B.F.), data o numero 18066, 8 canaletti consumati.
E' un'incisione unica nel suo genere, e tra le più interessanti della Valle. Si presenta come un lastrone grossolanamente rettangolare, inclinato ed esposto a sud. La zona, sul basso versante del Rocciamelone, è molto panoramica, anche se dalla roccia il panorama non è completo. Sulla parte posteriore è appoggiato un muretto a secco di terrazzamento, mentre la superficie, quasi liscia, è lievemente ondulata. Si nota subito una notevole differenza fra i vari elementi presenti: appaiono più profonde, e anche più recenti, sia le due croci che le lettere e i numeri, incisi profondamente a martellina. Le spirali e il Cristo in Croce denotano fattura molto regolare e accurata, anche se ormai consumata e a margini completamente abbattuti. Le poche martellinature evidenziabili sono abbastanza grosse, e con diversa campitura da incisione a incisione. Le figurazioni a spirale e a labirinto sono presenti in molti siti europei, con riferimento prevalente al Neolitico - età del Rame, ma anche a quasi tutti i periodi della preistoria e non solo. Non è però da escludere in questo caso, unico di tale fattura in Valle, un collegamento tra le spirali e il Cristo in Croce, con una conseguente unitaria interpretazione. Solo in condizioni di luce radente si notano a fatica otto canaletti ormai quasi scomparsi, che potrebbero essere ciò che rimane di una sottoposta figura spiraliforme di più rozza fattura. Giova ricordare come la vicina Chiesa di Madonna dell'Ecova prenda nome dalla voce "excovatum", essendo presenti in zona grotticelle artificiali scavate nei depositi morenici che ricoprono il versante. La pietra è stata oggetto di recenti scavi archeologici di superficie, coordinati dalla Soprintendenza, alla fine dei quali è stato fortunatamente eseguito un calco integrale in elastomero e resina poliestere grazie alla collaborazione del laboratorio di Paleontologia Umana dell'Università di Torino. Successivi atti vandalici infatti ne hanno cancellato la spirale più piccola (luglio 89), e graffito rozzamente il Cristo in Croce (agosto-settembre 89) e la spirale-labirinto.
Fonte: rupestre.net


 

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