Copia di stemma nobiliare della famiglia de Pazzi,con delfini, in pietra serena

Copia di stemma nobiliare della famiglia de Pazzi,con delfini, in pietra serena

11755

Nuovo

Pietra arenaria grigia, nostra produzione, fatto a mano.
Si realizza di qualsiasi dimensione su richiesta.

Disponibile anche in terracotta

Più dettagli

450,00 €



Scheda dati


Altezza 30 cm
Larghezza 26 cm
Spessore 7 cm
Peso 15 Kg
Manifattura Recuperando srl
Materiale Pietra arenaria grigia

Ulteriori informazioni

In araldica il delfino, storicamente considerato il più nobile dei pesci (sebbene in realtà l'animale sia un mammifero), simboleggia la vittoria navale, la fedeltà, la protezione disinteressata, il principe clemente e vigilante.
Il signore della provincia del Delfinato, nel IX secolo, prese il titolo di Delfino e questo, nel 1349 fu concesso al figlio primogenito del Re di Francia.
Il delfino si rappresenta, di norma, posto in fascia e questa posizione non si blasona. Nell'araldica francese, invece, la posizione ordinaria del delfino è in palo e leggermente incurvato.

A Firenze c'è una esemplare bellissimo (vedi foto) con due delfini simmetrici, della famiglia de Pazzi, attribuito a Donatello. Visibile al Palazzo Pazzi, detto anche "della Congiura" o palazzo Pazzi-Quaratesi, si trova in via del Proconsolo 10 angolo borgo Albizzi a Firenze ed è uno dei migliori esempi in città di architettura civile del pieno Rinascimento.

Famiglia dè Pazzi:
I Pazzi furono un'antica e nobile famiglia fiorentina, di centrale importanza nella storia di Firenze. Sono, infatti, noti a causa della congiura organizzata contro la famiglia Medici, causando l'assassinio di Giuliano de' Medici e l'inizio del loro declino.
Ranieri de' Pazzi viene generalmente indicato come l'antenato che da Fiesole si trasferì a Firenze verso l'XI secolo. Il primo personaggio di rilievo è il leggendario Pazzino de' Pazzi, cavaliere crociato che, grazie alla sua prodezza nell'assedio di Gerusalemme durante la prima crociata ottenne le tre schegge del Santo Sepolcro che ancora oggi sono usate per far scaturire la scintilla che accende la fiamma usata per la festa dello Scoppio del Carro.
I Pazzi crebbero in fortuna e prestigio come altre famiglie fiorentine, dedicandosi al commercio e alla finanza, con una notevole bravura che permise loro di arricchirsi alquanto. Politicamente guelfi, tra i loro componenti si distinse anticamente Jacopo detto del Vecco o del Neca che partecipò alla Battaglia di Montaperti venendo ucciso negli scontri. La generazione successiva abbracciò la causa dei guelfi neri, alleandosi ai Donati. Il figlio di Jacopo, Pazzino, fu pure un uomo d'armi e andò al seguito di Carlo di Valois dopo che questi lasciò Firenze. Esisteva anche un'importante famiglia feudale omonima nel Valdarno, ma ghibellina e spesso in lotta con la Repubblica fiorentina, dei quali i Pazzi di Firenze non vollero mai stabilire (o ricercare) legami di parentela.
Nella Commedia dantesca è rammentato un traditore Carlino de' Pazzi, citato infatti da Dante nel nono cerchio dell'Inferno, quello dei traditori della patria. Nello stesso canto è citato anche Camicione de' Pazzi, ma egli appartenne all'importante famiglia feudale dei Pazzi del Valdarno (come anche il "ladrone" Rinieri de' Pazzi, in Inf XII 137).
Nel 1429 Andrea de' Pazzi commissionò a Filippo Brunelleschi un cappella nel complesso di Santa Croce: completata verso il 1450 è una delle più armoniose e celebri realizzazioni del primo Rinascimento, la Cappella dei Pazzi.

Santi Buglioni:
Santi Buglioni, byname of Santi di Michele (1494 - 27 November 1576) was an Italian sculptor, the nephew and collaborator of Benedetto Buglioni.
After Luca della Robbia had moved to France to escape the plague, the Buglioni family inherited from him the secrets of the new pottery glaze techniques. According to Giorgio Vasari, the Buglioni learnt della Robbia's secret through a woman who frequented his house.
Works attributed to Santi Buglioni include the Deposition in the St. Francis Museum of Greve in Chianti, the cyborium in the church of San Silvestro at Convertoie, the pavement of the Biblioteca Laurenziana and of Palazzo Vecchio of Florence. Around 1520-1530 he executed the Noli me tangere at the Bargello and the façade decoration of the Ospedale del Ceppo at Pistoia. From 1539 is the monument to the condottiero Giovanni dalle Bande Nere, together with Niccolò Tribolo, followed by a glazed pottery for the Abbey of Vallombrosa.
Buglioni, who had become blind in his late years, died in 1576 and was buried in the church of Santa Maria Maggiore in Florence. His descendants include Vincenzo Viviani, a disciple and biographer of Galileo Galilei.


 

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