Grande cachepot modello villa Pfanner - nostra produzione

Grande cachepot modello villa Pfanner - nostra produzione

13933

Nuovo

Nostra produzione, fatto a mano in Toscana.
Cachepot Fioriera basso e largo con la caratteristica di avere baccelli squadrati.
Terracotta dell'Impruneta.
Si possono ossevarevasi analoghi bacili, privi del piede, usati come cachepot-fioriere nella stupendo giardino del palazzo Pfanner di Lucca.

Sito di Palazzo Pfanner

Più dettagli

220,00 €



Scheda dati


Altezza 24 cm
Profondità interna del bacile 19 cm
Peso 10 Kg
Diametro bocca esterno 60 cm
Diametro bocca interno 49 cm
Dove è conservato l'originale Palazzo Pfanner - Lucca
Manifattura Recuperando srl
Materiale Terracotta dell'Impruneta
Museo dove è esposto l'Originale Villa / Palazzo Pfanner Lucca
Nota 01 Fatto a mano

Ulteriori informazioni

PALAZZO PFANNER
La costruzione di Palazzo Pfanner risale al 1660. Furono i Moriconi, membri del patriziato mercantile lucchese, a commissionarlo. Travolti dal fallimento economico essi furono costretti nel 1680 a vendere l'edificio ai Controni, anch'essi mercanti della seta ascesi al rango nobiliare. I Controni si dedicarono all'ampliamento dell'edificio: intorno al 1686 sovrintesero ai lavori per la realizzazione dello scalone monumentale su progetto, si presume, di Domenico Martinelli, architetto e ingegnere lucchese noto per la sua intensa attività presso le corti europee di Vienna e Praga; ai primi del Settecento commissionarono, con ogni probabilità a Filippo Juvarra, la riqualificazione del retrostante giardino; sempre nello stesso periodo affidarono a pittori 'quadraturisti' locali l'affrescatura delle volte dello scalone e degli interni della residenza nobiliare. È nella residenza che i Controni, nel 1692, ospitarono il principe Federico di Danimarca di passaggio a Lucca nel corso del suo Grand Tour, famoso per il "flirt" con la giovane locale Maria Maddalena Trenta.
La vicenda della famiglia Pfanner s'intrecciò con la secolare storia del palazzo verso la metà dell'Ottocento. Fu infatti Felix Pfanner (1818-1892), nativo di Hörbranz (Austria), ma di famiglia bavarese, ad acquistare progressivamente l'intera struttura dopo avervi installato, a partire dal 1846, la sua birreria, la prima del Ducato di Lucca e una delle prime in Italia. La storica Birreria Pfanner, ameno luogo di produzione e mescita collocato tra il giardino e le cantine del palazzo, chiuse nel 1929.
Il palazzo è tuttora di proprietà della famiglia Pfanner la quale, a partire dal 1995, ha intrapreso un'impegnativa opera di restauro promuovendone altresì la valorizzazione attraverso l'apertura al pubblico e l'organizzazione di esposizioni e concerti.


GIARDINO di PALAZZO PFANNER
Il giardino si sviluppa tra l'attuale palazzo a sud e le mura urbane a nord, come già si può vedere nella carta del Sinibaldi del 1843. Superato il cancello d'ingresso si apre una zona pavimentata in pietre squadrate, in cui sono posti quattro vasi in terracotta con piante di cycas, che delimitano il percorso di accesso al giardino. Questo è suddiviso geometricamente in sette ampi spazi rettangolari delimitati da vialetti rettilinei. L'area verde di fronte al palazzo è suddivisa in quattro zone erbose, bordate da siepi di bosso e alloro, con al centro una vasca ottagonale, decorata con quattro statue allegoriche raffiguranti gli elementi: Vulcano (fuoco), Mercurio (aria), Dionisio (terra) e Oceano (acqua). Vicino al palazzo sono ubicate invece le statue dell'allegoria delle quattro stagioni.
All'interno delle aree erbose, sono presenti oltre a fioriture stagionali piante di tasso, pini, alberi da frutto e magnolie. Dalla parte opposta dell'ingresso, addossato al muro di cinta, si trova la limonaia, sormontata da una balaustra sulla quale si ergono i leoni ed al centro un basilisco, emblema dei Controni. Ai lati del portale in legno ci sono due nicchie contenenti a destra la statua di Ercole e a sinistra quella di Cibele. I due viali principali che definiscono gli spazi erbosi sono delimitati da numerosi vasi contenenti piante di limoni e di rose.
Per la sua architettura e l'ampio giardino è stato utilizzato da numerosi registi come "palazzo della nobiltà papalina". Ad esempio è il palazzo del marchese del Grillo nell'omonimo film con Alberto Sordi (1981), la residenza della famiglia dei Sant'Agata in Arrivano i bersaglieri di Luigi Magni e il giardino in Ritratto di signora con Nicole Kidman del 1996.
Fonte Wikipedia


 

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